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M° Massimo Gasbarroni
insegnante e concertista virtuoso
ai massimi livelli mondiali


Acta Teatro
promozione del linguaggio teatrale, attraverso attività di spettacolo e di laboratorio


Team Nardecchia
società sportiva fondata dal ciclista professionista setino
Umberto Nardecchia
finalizzata all'insegnamento del ciclismo agonistico ai giovani
(pagine in costruzione)

 

 


Cominciamo la nostra passeggiata da Porta Romana, ma, prima di entrare nella cinta urbana,
scendiamo lungo una ripida rampa posta a ovest e giriamo a sinistra. Inizia un sentiero sterrato 
che cammina lungo il versante del paese rivolto alla Pianura Pontina.
Lungo questo sentiero ammiriamo la più esterna delle due cinte di mura che fortificavano
l'antica Setia. Entrambe sono in opera poligonale di terza e quarta maniera e risalgono al
IV secolo a.C., in alcuni tratti sono ottimamente conservate.
Proprio all'inizio del nostro percorso appare un maestoso bastione, anch'esso in opera 
poligonale, sormontato da una gigantesca opera idraulica del periodo sillano. 
Continuando vediamo emergere imponenti tratti di mura e, sotto via del Guglietto, una 
"posterula" (porta minore di accesso alla città).

                   

Torniamo a Porta Romana dove possiamo ammirare il medievale Palazzo Normisini (che qui vediamo in una immagine notturna) e incamminiamoci verso il centro.
Incontriamo subito a sinistra il monumento al Cardinale Corradini, la chiesa del Bambino Gesù e, di fronte, la Cattedrale di Santa Maria. E' questa una chiesa in stile Cistercense costruita nel secolo XIV sui ruderi di una chiesa romanica. 

Continuando lungo via Corradini vediamo sulla sinistra il lato posteriore del monastero di Santa Chiara e, subito dopo, emergenze di mura ciclopiche. Andando avanti abbiamo sulla destra una serie di vicoletti a scalinata che portano alla panoramica via del Guglietto,  autentica terrazza sulla pianura, e il pittoresco bivio con via Cavour che i Setini chiamano "Capo Croce".

Lungo via Cavour incontriamo angoli caratteristici come la scalinata che porta a piazza Margherita,
la chiesa e il monastero di Santa Chiara e un'imponente costruzione di mura "ciclopiche" (scoperta
dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale).

      

Continuando invece lungo via Corradini si esce a porta Pascibella con la chiesa di Santa Paresceve e, subito a sinistra, il Parco della Rimembranza con il monumento ai caduti nelle guerre. Sull'incrocio con via Piagge Marine c'è un ampio portone antico: è l'ingresso del "Castelletto", costruzione di fine '700 voluta dalla ricca famiglia Rappini su copia di un castello medievale (a quei tempi ciò era molto in uso). Questo castello, immerso in un ampio parco privato, è oggi invisibile dalla strada a causa delle abitazioni costruite dagli anni '60 in poi.
Seguendo il Parco della Rimembranza ("monumento") e, arrivando in piazza Ferro di Cavallo (oggi completamente stravolta), osserviamo sulla destra la chiesa di S.Bartolomeo col vicino convento, ora ospedale.

Da "Ferro di Cavallo"arriviamo a porta S.Andrea con l'omonima chiesa ora sconsacrata. 
Entriamo in via San Carlo da Sezze (lasciando a sinistra via Umberto I con il suo medievale 
palazzo De Ovis) e osserviamo una serie di bei palazzi del '700 e '800 le cui facciate avrebbero in verità bisogno di restauro, entriamo poi in uno dei vicoletti che escono nella bella piazzetta di 
San Lorenzo con la chiesa omonima e la casa dove è nato San Carlo da Sezze, restaurata ed ora adibita a museo del santo.
Proseguendo lungo via San Carlo si giunge all'incrocio con via Roma e via Gioberti.

Guardando a destra vediamo l'arco di porta Paolina (o Gioberti) qui in una foto degli anni '50.
Passando sotto l'arco e guardando a destra vediamo un palazzo medievale con la caratteristica torre. Saliamo ora lungo via Roma e, a sinistra, in via Valerio Flacco troviamo un'altra caratteristica torre medievale e,subito dopo, l'antico palazzo del Vescovado con la
sua torre romanica. (Sezze è stata per secoli sede vescovile.)

   

Ritornando su via Roma e salendo ancora si arriva in piazza IV Novembre con la bella fontana
ed il retro del vecchio palazzo comunale, ora sede dell'Antiquarium Comunale.
Chiudiamo pietosamente gli occhi su una costruzione anni '70 che ha irrimediabilmente 
deturpato questa piazza e, continuando lungo via Roma, incontriamo l'ingresso 
dell'Antiquarium e, di fronte, l'ex pretura ora sede della Ludoteca (una delle prime sorte in 
Italia) e del Museo del Giocattolo, rarità culturale che consigliamo di visitare.
Salendo ancora si arriva in piazza De Magistris con il Palazzo Comunale (un tempo dimora 
della famiglia De Magistris).

In questa piazza e nella attigua piazza Regina Margherita (ci troviamo nel punto più alto di 
Sezze) erano presenti e attive ben tre chiese: la barocca e, dicono le testimonianze documentali, bellissima ed importante chiesa di San Rocco, crollata a causa dei bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale (gli aerei cercavano di colpire il comando tedesco che
stanziava in un palazzo vicino rimasto invece intatto).
E ancora la seicentesca chiesa di S.Angelo, sede parrocchiale, lasciata nel più completo abbandono da parte delle autorità ecclesiastiche, crollata e sconsacrata, rilevata e restaurata dal Comune, adibita ora ad Auditorium Comunale.

 


Rimane la chiesa di San Pietro (che vediamo nella foto con l'attiguo Seminario Gesuita attivo fino a qualche decennio fa). San Pietro è una chiesa dell'inizio del '600 e della stessa epoca è il seminario che in passato era uno dei più importanti del Lazio arrivando ad avere circa 30 docenti già nel 1641.

 

Sulle panchine della piazzetta nata dove un tempo c'era la chiesa di San Rocco e dove ora è posta la recente statua di San Carlo da Sezze finisce la nostra passeggiata. Lasciamo alla curiosità del visitatore cercare angoli e scorci nascosti nei vicoli e nelle strade essendo impossibile descriverli tutti in questa pagina.


Proponiamo solo altre tre immagini panoramiche: Sezze da una stampa dell'800, Sezze oggi,
panorama di Suso col Monte Semprevisa (ciò che si vede affacciandosi dalle terrazze naturali
opposte a quelle che guardano la Pianura Pontina).

 

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